l’ingiustizia oggi cammina con passo sicuro.
Gli oppressori si fondano su diecimila anni.
La violenza garantisce: Com’è, così resterà.
Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda
e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio.
Ma fra gli oppressi molti dicono ora:
quel che vogliamo, non verrà mai.
Chi ancora è vivo non dica: mai!
Quel che è sicuro non è sicuro.
Com’è, così non resterà.
Quando chi comanda avrà parlato,
parleranno i comandati.
Chi osa dire: mai?A chi si deve, se dura l’oppressione? A noi.
A chi si deve, se sarà spezzata?Sempre a noi.
Chi viene abbattuto, si alzi!
Chi è perduto, combatta!
Chi ha conosciuto la sua condizione, come lo si potrà fermare?
Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani
e il mai diventa: oggi!
Bertold Brecht
La posizione di Brecht è politica, pessimistica, critica.
Dalla poesia brechtiana è esclusa la figura dell’io quale centro emotivo
del discorso: l’io, quando esiste, è esso stesso parte in causa e oggetto
di riflessione e di analisi.Manca inoltre ogni effetto di scoperta del
mondo nell’atto della scrittura: i versi si misurano piuttosto con la dura
esistenza della realtà, prendendovi posizione con nettezza.
La parzialità è il punto d’onore della lirica brechtiana, ma, essendo
escluso ogni privilegio soggettivo, si tratta di una parzialità fondata su
valori non personali ma politici e ideologici. Da questo punto di vista ben
si mostra la connessione organica tra posizioni di poetica e posizioni
ideologiche, che per Brecht significano adesione alla prospettiva marxista
della lotta di classe: la poesia è al servizio di questa parzialità di
classe.
Brecht ha operato una vera e propria inversione di tendenza: alle
suggestioni dell’ineffabile e alla dilatazione semantica della parola ha
sostituito la concretezza del linguaggio preciso.
all’ansia dell’ignoto il rapporto con concrete situazioni storico-sociali,
alle disperazioni solipsistiche il dovere per il poeta di assumere nel suo
lavoro precise responsabilità sociali, all’evasione dalla realtà i
concreti interrogativi sulla realtà.
questa
società,dei suoi spazi,dei suoi tempi,del suo lavoro, della sua
urbanistica.
verso un programma di rottura anticapitalistico capace di spazzar via lo
statalismo , si può bloccare la feccia “reazionaria”.
percorsi di autonomia da ogni istituzione, nella capacità di dar vita ad
organizzazioni specifiche e di massa improntate ai principi
dell’autogestione e dell’autorganizzazione.
un ambito di relazione e confronto vivo tra uomini e donne che condividono
il metodo libertario ed abbiano in comune un programma di mutamento sociale
radicale.
Lob der Dialektik
Das Unrecht geht heute einher mit sicherem Schritt.
Die Unterdrücker richten sich ein auf zehntausend Jahre.
Die Gewalt versichert: So, wie es ist, bleibt es.
Keine Stimme ertönt ausser der Stimme der Herrschenden
Und auf den Märkten sagt die Ausbeutung laut: Jetzt beginne ich erst.
Aber von den Unterdrückten sagen viele jetzt:
Was wir wollen, geht niemals.
Wer noch lebt, sage icht: niemals!
Das Sichere ist nicht sicher.
So, wie es ist, bleibt es nicht.
Wenn die Herrschenden gesprochen haben
Werden die Beherrschten sprechen.
Wer wagt zu sagen: niemals?
An wem liegt es, wenn die Unterdrückung bleibt? An uns.
An wem liegt es, wenn sie zerbrochen wird? Ebenfalls an uns.
Wer niedergeschlagen wird, der erhebe sich!
Wer verloren ist, kämpfe!
Wer seine Lage erkannt hat, wie soll der aufzuhalten sein?
Denn die Besiegten von heute sind die Sieger von morgen
Und aus Niemals wird: Heute noch!
alla fine è stata pubblicata l’analisi di jules!bene.ottimo pezzo!!!