Un film di Zack Snyder.Con Gerard Butler, Lena Headey, David Wenham,
Dominic West, Vincent Regan, Michael Fassbender, Tom Wisdom, Andrew
Pleavin, Andrew Tiernan, Rodrigo Santoro. Genere Storico, colore 117
minuti.- Produzione USA 2006.
E che altro vi aspettavate da una pellicola americana? Da Ben Hur a Troy
ogni film si è sempre arrogato con presunzione storica il diritto di
reinventare la Storia, di reinventare Omero… E poi non lo sapevate? Non
solo i persiani erano molto inferiori al numero esagerato di un milione,
ma
i greci stessi, in quella stessa battaglia, raggiungevano i 1300…
La trama del film è breve: presso lo stretto corridoio roccioso delle
Termopili poche centinaia di greci riuscirono a fermare per tre giorni
migliaia e migliaia di nemici.
Esaminando il prodotto cinematografico è
doveroso il paragone con "Sin city": anche la vicenda dei 300 assume forti tonalità cromatiche e lo schermo assorbe l'occhio dello spettatore nel
contrasto tra i colori morti degli eserciti persiani ed il porpora vivo e
pulsante dei mantelli greci. Le battaglie non risultano caotiche ed
incomprensibili come in numerosi altri film recenti ma riescono ad
esprimere le eccezionali doti individuali dei guerrieri di Sparta. Il
significato del gesto dei 300 fu enorme. Il loro sacrificio non fu vano.
Perché spinti dall'esempio di Leonida, dal suo coraggio, i popoli greci
trovarono finalmente la forza di unirsi in quell'alleanza che un anno
dopo,
a Platea, significò la disfatta di Serse e la vittoria dei Greci. Anche
se
nel film non è presente occorre sapere che nel luogo della battaglia fu
posta la statua di un leone in onore di Leonida e dei suoi 300.
Sopra ad essa è inciso un epitaffio, recante le ultime parole di Leonida.
"Se un uomo libero passerà di qui, nei secoli a venire, possa ascoltare
le
nostre voci provenire dalle antiche pietre. [ Và, o passante, e narra a
Sparta, che qui morimmo in obbedienza alle sue leggi ]Ora, nessuno mette in dubbio, ad ogni modo, l'innegabile coraggio di
questi
uomini di fronte ad un esercito comunque a dir poco preponderante;
tuttavia
si tenga in conto ripeto l'origine fumettistica di questa produzione
cinematografica e si smetta di difendere un'inesistente intento
d'insegnamento storiografico; tanto più se è ben manifesto che, mi si
perdoni il volgare motto, con una sola fava si cerca di prendere il
piccione del denaro (assai più proficuo), ma anche quello, non troppo
velato, di una stucchevole attualizzazione, che strazia la celebre epoca
in
questione. Si studi la Storia sui libri: sempre meglio lì, che con
Hollywood.