"fuggiamo dallo schifo ma siamo costretti ad ORBITARCI intorno >> scriveteci: sputnik@insiberia.net"
Categories
My Links

« GOVERNI E TERRORISTI: riflessioni su Stato e manipolazione >>> di: Kamo | LATTE FRESCO! >>> segnalato da: Nex »

UN ANARCHICO IN CATTIVITA' >>> Di: Mec
sputnik | 18 Novembre, 2007 22:25

anarchici e repressione

 

 


Lettera di Michele Fabiani dal carcere di Perugia

Sono Michele Fabiani, "detto Mec", come direbbero i giudici, eh eh.
Vorrei che questo scr
itto girasse il piu' possibile, non so ancora se
potrò fotocopiarlo o se dovrò ricopiarlo a mano per cercare di mandarlo
 il più possibile in giro. Dalla seconda media mi chiamano Mec perchè per
spirito di contraddizio
ne tifavo la Maclaren.... e così ho appena
scoperto che di sfortune ne ho avute di 2 in 2 giorni: la macchina di
 Agnelli e Montezemolo vince i mondiali e io finisco in galera.
Martedi 23 ottobre 5 brutti uomini dell'arma dei carabinieri (2 erano
cosi' brutti che si sono messi il passamontagna) irrompevano in casa
mia, la mettevano completamente sottosopra e mi arrestavano con il
fascistissimo articolo 270bis (scritto dal ministro Rocco per la
buonanima di Mussolini). I reati associativi come l'art. 270 bis e 270
permettono di arrestare qualcuno non per cio' che ha fatto, ma per come
la pensa, perchè fa parte di qualche fantomatica associazione che lo
Stato decide di non tollerare. Basti pensare che uno di noi 5 rinchiusi
in isolamento giudiziario da quasi 4 giorni e da oggi in E.I.V. è
accusato solo di aver fatto una scritta su un muro!!! Ci pensate? Tre
volanti (a testa), i mitra, i passamontagna dei ROS, la scorta
aerea dell'elicottero, le telecamere, il carcere, l'isolamento,
l'e.i.v., per una scritta su un muro!!!
Sono poi stato portato alla caserma dei carabinieri di Spoleto e poi a
quella di Perugia, infine da quella di Perugia al carcere. Il primo
momento propriamente comico della messinscena è stato il trasferimento
tra la caserma di Perugia e il carcere: il "bravo" agente che guidava la
macchina, terrorizzato dal fatto che gli stavo dicendo che da un momento
all'altro i miei compagni avrebbero attaccato il mezzo e mi avrebbero
liberato (o forse, semplicemente rincoglionito dal mio continuo
chiacchierare) si è sbagliato strada e abbiamo fatto 2 volte il giro
intorno alla stazione ferroviaria.
In carcere mi stanno trattando bene, non mi hanno mai toccato (in tutti
i sensi, neanche per gli spostamenti). La cella è molto sporca, c'è un
tavolo appeso al muro con un armadietto inchiodato ed un letto
inchiodato per terra ed alla parete. Oggi è caduto l'isolamento e
abbiamo anche la tv. Resta il divieto di comunicare tra noi, che è la
cosa peggiore. Ho visto le immagini del TGR Umbria che eravate fuori
durante gli interrogatori: eravate tanti! Sono stato tanto felice,
purtroppo da dentro non vi abbiamo sentito.
Ho risposto alle domande non perchè io riconosca un qualche valore alla
magistratura, ma per il semplice motivo che nelle motivazioni del nostro
arresto c'erano scritte talmente tante stronzate che ho ritenuto
importante contraddirle subito, pur senza essermi mai consultato con gli
avvocati, per la corretta esposizione dei fatti, per la libertà di tutti
noi. Talmente tante erano le falsità, le contraddizioni, gli errori
grossolani del P.M, che era di importanza strategica distruggerle
immediatamente.
Nessuno tema o si rallegri: io ero, sono e resto un PRIGIONIERO
RIVOLUZIONARIO. Lo ero, un prigioniero ed un rivoluzionario, anche prima
di martedi: siamo tutti prigionieri, tutti i giorni. Quando ci alziamo
la mattina per andare a lavorare, quando passiamo glii anni più belli
della nosta vita sprecati su una macchina, quando facciamo spesa, quando
non possiamo farlo perchè mancano i soldi, quando li buttiamo via i
soldi per delle cazzate (vestiti, aperitivi, sigarette non c'è
differenza) quando guardiamo la tv che ci fa il lavaggio del cervello,
che cerca di terrorizzarci con morti, omicidi, rapine (quando in 15 anni
gli omicidi sono diminuiti del 70%) così che noi possiamo chiedere piu'
telecamere, piu'sbirri, piu' carceri, pene sicure, quando se c'è una
pena davvero sicura a questo mondo è quella che incatena lo sfruttato
alle sue condizioni.
Io non ho mai detto "SONO UN UOMO LIBERO", in pochi possono dirlo senza
presunzioni. Se io fossi un uomo libero, andrei tutti i giorni sulla
cima del Monte Fianchi, in estate con le mucche e le pecore e in inverno
con la neve, e dopo aver raggiunto faticosamente le cime...guardare a
nord ovest, la valle Umbra o Valle Spoletino come si diceva una volta,
poi a nord est la Valserina e il Vettore quasi sempre liscio dietro, e
poi via verso est tutti gli appennini che cominciano da lì, fino a sud
dove ci sono quelle meravigliose foreste... E forse, ripensandoci,
neanche lì sarei davvero libero. perchè la valle Umbra è piena di cave,
di capannoni, di fabbriche, di mostri che devono essere combattuti. Ma
mancano gli eroi oggi mentre di mostri ce ne sono anche troppi.
Quindi io non sono un uomo libero, il dominio non è organizzato per
prevedere uomini liberi Però sono un RIVOLUZIONARIO, un PRIGIONIERO
RIVOLUZIONARIO. Proprio perchè io sono un rivoluzionario che mi hanno
"formalizzato" la loro carcerazione martedi. io sapevo gia' di essere un
prigioniero, prima che un giudice me lo dicesse. Certo, questa prigione
è diversa da quella fuori: qui vedi tutti i giorni, in maniera limpida,
simbolica e allo stesso tempo materiale quali sono i rapporti di forza
del dominio; dove c'è chiaramente e distintamente l'uomo, con i suoi
sogni, i suoi amori, il suo carattere, e il sistema, le sbarre, le
catene, le telecamere, le guardie Potremmo dire, ironicamente, che da un
punto di vista politico-filosofico qui le cose sono piu' semplici: il
sistema cerca di annientare l'individuo, l'individuo cerca di resistere.
Ovviamente l'uomo qui sta peggio. E' inutile fare retorica. Dopo qualche
giorno la gabbia te la trovi intorno alla testa, è come se avessero
costruito un'altra piccola gabbietta, precisa precisa intorno alla tua
testa. Con il cervello che ragiona ma non ha gli oggetti su cui
ragionare, con la voglia incontenibile di parlare e non c'è nessuno, di
correre e non c'è spazio, quando mi affaccio alla finestra vedo un muro
con altre sbarre, non si vede un filo d'erba, una collina (neanche
durante l'aria, che passo solo in una stanza piu' grande), fuori dalla
tua gabbia c'è un altra gabbia.
La mia paura è che questa sensazione mi rimanga anche quando esco. Che
la lotta per non impazzire diventera' il fine della mia vita. Nel
carcere "formale" l'uomo combatte contro se stesso, mentre nel mondo
fuori il rivoluzionario deve combattere una guerra contro entita'
oggettive. La mia paura è che ci si dimentichi di questi 2 livelli di
scontro, che anche quando usciro' ci sara' questa gabbia intorno alla
testa che mi ............ e mi dice di non prendere a calci la porta
della cella e di mettermi ad urlare.
Non solo l'uomo antropofizza il mondo, ma in galera l'uomo antropofizza
anche se stesso: come distruggiamo le montagne, così qui distruggiamo la
nostra mente, costruendo fantasmi contro cui scontrarci. Il rapporto è
tutto mentale qui. E' di questo che voglio liberarmi, voglio uscire e
continuare ad avere una capacitàdi analisi oggettiva della realtà. Qui
questa capacità rischio di perderla.
Mentre fuori, innaffiando un seme e facendo crescere una pianta, si ha
un'interazione fisica con il mondo qui lo scontro è tutto psicologico.
Lo scontro è fisico solo ad un primo livello, con i muri che non mi
fanno uscire, ma in realtà la guerra è anche con i nostri fantasmi. I
muri sono troppo materiali per essere reali. Sbagliano i marxisti quando
riconducono tutto alla materia. La realtà è una sintesi in cui l'uomo
colloca se stesso tra il mondo e le sue idee. In galera purtroppo questa
sintesi è pericolosamente, patologicamente, troppo incentrata sulla
mente.
Ai compagni che scrivono che non trovano parole dico di trovarle queste
parole che ne abbiamo troppo bisogno. Scriveteci a tutti e 5!!!
Vorrei che qualcuno dicesse ad Erika che le mando un bacio.

Mec
Un anarchico in cattivita' 26/10/07

 #
Add Comment

Argomento

Testo

Il tuo nome

Your email address

Il tuo sito (se ne hai uno)