COS’E’ SPUTNIK
Sputnik è in primo luogo uno SPAZIO VIRTUALE LIBERO
sputnik è partecipazione
sputnik è informazione
sputnik è cultura
sputnik è critica
sputnik è satira
sputnik è arte
sputnik è indipendente
sputnik non è politicamente corretto.
CHI è SPUTNIK
Sputnik è il tuo “compagno di viaggio”.
Tutti quelli che attraverseranno questo blog entreranno automaticamente a far parte di questo progetto.
Sputnik non è appartenenza, è collaborazione.
Per partecipare non servono ne soldi ne la tessera d'iscrizione, solo tante idee.
Sputnik è tuo.
Sputnik sei tu.
A COSA SERVE SPUTNIK
Sputnik si pone come primo obiettivo quello di diventare un riferimento per studenti, lavoratori, artisti, giovani e meno giovani, accomunati dal bisogno di esprimersi liberamente, di fare conoscere le proprie potenzialità, di divulgare i propri pensieri.
Ognuno di noi potrà rendere grande questa operazione, dando il proprio contributo in base alla disponibilità. (Continua)
Una testimonianza di alcuni partecipanti dell'occupazione dell'ex tessitura di via pannilani (8 - 14 aprile 2006) redatto in seguito allo sgombero con la volontà di analizzare criticamente la bella ma controversa esperienza dell'occupazione. Nonostante sia stato scritto a poche settimane dallo sgombero, non è mai stato diffuso.
Autogestione è: “saper portare avanti progetti senza sovradeterminazione o imposizione alcuna”, in altre parole saper mantenere un rapporto di totale orizzontalità all’interno di qualunque iniziativa.
Cercheremo di analizzare brevemente alcune caratteristiche e i limiti dell’occupazione di via Pannilani, partendo da ciò che ha caratterizzato maggiormente quest’esperienza: lo spontaneismo.
In una settimana di occupazione, complice il fatto che era un’esperienza totalmente nuova per la maggioranza di noi, ognuno ha fatto la sua parte spontaneamente, affrontando in una sola volta i problemi riscontrabili in una situazione precaria come la nostra. È stato fatto tanto, ognuno di noi si sarà sentito particolarmente coinvolto e in seguito appagato e soddisfatto del proprio lavoro, svolto senza vincoli o regole o imposizioni, valorizzando le proprie attitudini e le proprie passioni.
In una sola settimana è stato trasformata una tessitura abbandonata in un luogo accogliente e ospitale.
Sono emersi però molti limiti, primo tra tutti la mancanza di organizzazione e di una logica nell’affrontare le problematiche, sia per quanto riguarda la ristrutturazione e la suddivisione del lavoro, sia per portare avanti scelte collettive, (perdonabile, dato che era la prima volta che si lavorava tutti insieme) che ha contribuito allo sgombero la settimana seguente. (Continua)






